Le Ricette di Assisi: Tradizione, Storia e Cultura.

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"...

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"... Questo è il primo Food Blog italiano interamente dedicato alla Città Serafica di Assisi ed ai suoi Santi. Questo blog infatti è nato principalmente per unire due mie grandi passioni: quella per la cucina casalinga, sana, semplice e genuina con gli inconfondibili sapori e profumi di una volta... e quella per Assisi, luogo fuori da ogni tempo, incredibilmente sospeso tra cielo e terra, pervaso da un' energia del tutto particolare, serafica, luminosa e buona, che arricchisce questa meravigliosa cittadina umbra situata alle pendici del Monte Subasio, famosa per essere una delle poche testimonianze dell' architettura medievale ad oggi meglio conservata e per aver dato i natali ai Santi Chiara e Francesco di Assisi e proprio da questi motivi è nato il nome del Blog "Le Cerase e i Mostaccioli". LE CERASE perchè una pia tradizione narra che Santa Chiara, ormai morente chiede una cerasa alla Consorella. Nonostante Agosto non sia stagione di ciliegie, la consorella di Chiara tornerà miracolosamente con una ciliegia. I MOSTACCIOLI perchè la leggenda di San Francesco narra che il Santo prima di morire, chiese di mangiare i mostaccioli, dolcetti antichi fatti di elementi semplici. Per questo ogni anno ad Assisi il 4 Ottobre, giorno dedicato al Santo Patrono d'Italia si rinnova l'antica tradizione e questi dolci vengono preparati con amore e devozione. Inoltre visitando il mio Food Blog troverete le mie foto-ricette, i contest e le iniziative alle quali partecipo, i link delle Aziende con cui ho il piacere di collaborare, gli spazi dedicati alle loro presentazioni e le promozioni che periodicamente le Aziende propongono. Inoltre cliccando quà e là avrete anche modo di trovare altri link, tra cui quello dedicato alle ricette semplici del Convento e quelli per vivere al meglio un soggiorno in Umbria, delizioso luogo lontano dai mari, dove la dolcezza dei paesaggi sembra voler accomunare in modo armonico identità e pensieri diversi. L'Umbria viva, delle Persone semplici e sincere, riservate ma ospitali, che quando danno il loro cuore è per sempre; l'Umbria della Cucina dai sapori e profumi genuini, legati ad una terra antica, che ancora oggi sà regalarci prodotti semplici ed al tempo stesso pregiati, perchè tipicamente autoctoni di questa magnifica Regione, l'Umbria delle emozioni profonde, dove alla vista delle sue dolci colline e dei verdeggianti paesaggi ricoperti di ulivi ci sottraiamo piacevolmente all'andar frenetico del nostro tempo. L' Umbria medioevale, autentica e mistica di San Francesco e Santa Chiara d'Assisi, l'Umbria antica degli Etruschi e dei Romani, l' Umbria del lento incedere del Tevere e dalla mirabile potenza delle Cascate delle Marmore, l'Umbria del Jazz, della Cioccolata e del Festival dei Due Mondi. L'Umbria che ti aspetta e sarà lieta di accoglierti, per non farsi più dimenticare. Potrete così organizzare viaggi e week-end per vivere al meglio tutti gli eventi storico-culturali che annualmente animano Assisi ed i Borghi limitrofi. Sperando che tutto ciò possa essere utile e di vostro gradimento potete lasciare i vostri preziosissimi commenti... ...nel frattempo vi auguro Buon Appetito e Buona Navigazione!!!

martedì 2 giugno 2020

La Bandiera.



Carissimi Amici ed affezionati Lettori ben ritrovati. Per questo nuovo appuntamento gastronomico ho il piacere di proporvi una semplice ed alquanto gustosa ricetta, che proprio per la particolarità dei suoi pochi e colorati ingredienti ricorda e rende omaggio alla nostra Bandiera Nazionale, da cui la stessa ricetta ne acquisisce il nome. Oggi infatti andremo a tavola con la Storia, ogni anno infatti, nel nostro Paese il 2 Giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana, giornata istituzionale e celebrativa, appositamente istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana, datata proprio 2 Giugno del 1946a seguito dello storico referendum, dove gli Italiani e le Italiane chiamati a votare per scegliere tra la Monarchia o la Repubblica scelsero quest’ ultima per assoluta maggioranza di libero voto. Ogni anno in occasione del 2 Giugno avviene a Roma, Capitale d’ Italia, la massima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana, uno dei più importanti simboli patriottici italiani, caratterizzato da un complesso ed articolato cerimoniale. I momenti di spiccata importanza che caratterizzano questo evento sono indubbiamente il momento in cui il Presidente della Repubblica depone la corona di alloro in omaggio al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, la parata militare che si svolge presso Via dei Fori Imperiali, ove sfilano le più alte Cariche Istituzionali Civili e marciano pacificamente tutte le Forze dell’ Ordine a difesa del Nostro Paese, mentre nel cielo sfreccia lo stormo delle Frecce Tricolori, il cui nome ufficiale è 313º Gruppo Addestramento Acrobatico, Pattuglia Acrobatica Nazionale dell'Aeronautica Militare Italiana, nata nel 1961 in seguito alla decisione dell'Aeronautica stessa di creare un gruppo permanente per l'addestramento all'acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti a bordo di 10 VelivoliAermacchi MB-339PAN, di cui 9 in formazione ed 1 solista.
In breve la Storia della Bandiera Italiana inizia ufficialmente il 7 Gennaio 1797, con la sua prima adozione come Bandiera Nazionale da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana. Tale evento si svolge presso il salone del Palazzo Comunale di Reggio nell’Emilia, che a seguito di questo importantissimo momento storico prenderà il nome di Sala del Tricolore chiamato, sulla scorta degli eventi susseguenti alla rivoluzione francese d’oltralpe che tra il 1789 ed il 1799 propugnò, tra i suoi ideali, anche l'autodeterminazione dei Popoli.

La comparsa dei colori nazionali italiani è datata 21 Agosto 1789, quando testimoni oculari videro a Genova alcuni manifestanti aventi appuntata sui vestiti una coccarda Verde, Bianca e Rossa, infatti tradizione vuole che i tre colori della nostra Bandiera abbiano un loro significato ben preciso, 
il VERDE per ricordare i nostri prati, il Bianco per ricordare le nevi perenni dei nostri monti ed il ROSSO, per fare memoria del sangue versato durante le numerose guerre che servirono a liberare il nostro Paese. In seguito il tricolore italiano divenne lo stendardo militare della Legione Lombarda (11 Ottobre 1796), per poi divenire Vessillo Civico della congregazione dei Magistrati e Deputati aggiunti di Bologna (18 Ottobre 1796) ed infine, vessillo nazionale della Repubblica Cispadana, come fedelmente riportato dal verbale della Sessione XIV del Congresso Cispadano: Reggio Emilia, 7 Gennaio 1797, ore 11. Sala Patriottica. Gli intervenuti sono 100, Deputati delle popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, tra cui c’è anche Giuseppe Compagnoni di Lugo, il quale fa mozione affinché  si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Vien decretato. [...]» Nella foto attigua si può infatti vedere la lapide apposta ad imperitura memoria presso l'androne del Palazzo Comunale di Reggio nell' Emilia, Città dove nacque il Tricolore Italiano.

Dopo la data del 7 Gennaio 1797 la considerazione popolare per la bandiera italiana crebbe costantemente, sino a farla diventare uno dei simboli più importanti del Risorgimento, che culminò il 17 Marzo 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia, di cui il tricolore divenne vessillo nazionale. La bandiera tricolore ha attraversato più di due secoli di Storia d’Italia, omaggiandone tutti gli avvenimenti più importanti, accompagnata dal rieccheggiare dell’ Inno Nazionale la cui musica si deve al famoso autore Genovese risorgimentale Michele Novaro, che mentre si trovava a Torino, ospitato dall’amico Patriota Lorenzo Valerio, nella notte del 10 Novembre 1847 musicò magistralmente il testo precedentemente scritto dal suo concittadino Genovese Goffredo Mameli, dando così vita al nostro Inno Nazionale, che per la prima volta con il nome “Il Canto degli Italiani” fu intonato il 10 Dicembre del 1747 presso il Santuario Nostra Signora di Loreto in Oregina a Genova. Oggi come allora questo canto unisce gli Italiani al loro Paese.
Tradizione vuole che per celebrare la medesima ricorrenza istituzionale odierna a partire proprio dal 2 Giugno si prepari questa curiosa ricetta Italiana dai colori e dal “sapore” tutto patriottico. Questa che vi propongo di seguito è infatti una particolare pietanza vegetariana, principalmente tipica della tradizione Umbra, che deve il suo nome alle caratteristiche cromatiche degli ingredienti: peperoni verdi, cipolle bianche e pomodori rossi. Dai colori di questi umili ortaggi di stagione prendere il nome questa ricetta: la Bandiera, ed ora vediamo come celebrare anche a tavola il nostro Vessillo Nazionale.

La Bandiera
Ingredienti:
2 Peperoni verdi,
4 Pomodori ramati,
4 Cipolle bianche,
50 ml di Olio Extra Vergine d’Oliva,
Sale q.b.
Pepe q.b.

Procedimento:
Lavate e pulite in modo accurato i peperoni, tagliateli a metà privandoli del picciolo, dei semini e delle nervature interne: quando avete terminato tagliate i peperoni a listarelle e metteteli da parte. Lavate i pomodori e fate un’incisione a forma di croce su ognuno, sbollentateli in acqua per pochi minuti e terminata la cottura passateli subito sotto l'acqua fredda, pelateli, tagliateli a metà privandoli dei semi e dell'acqua di vegetazione, ricavando dai pomodori i pezzettini che terrete da parte. Sbucciate le cipolle e affettatele piuttosto sottili: intanto nella casseruola (possibilmente di terracotta) fate scaldate l'olio e aggiungete le cipolle con una presa di sale, facendole cuocere per qualche minuto. Aggiungete i peperoni, lasciateli insaporire a fiamma viva per 5 minuti, infine mettete nella casseruola anche i pomodori, regolando le verdure con il sale e con il pepe: mescolate con un cucchiaio di legno e coprite il tegame con un coperchio. Lasciate cuocere a fuoco medio per mezz'ora e se necessario aggiungete alle verdure un pochino di acqua. Ultimata la cottura togliete il tegame dal fuoco e trasferite il composto di verdure in una terrina da portata: servite in tavola questo gustoso piatto insaporito da una macinata finale di sale e pepe. Per apprezzare al meglio questa semplice ricetta vi consiglio di accompagnarla ad un vino locale e dato che le origini di questa particolare ricetta sono umbre, vi consiglio di abbinare un buon Vino autoctono, meglio se se questo è un Bianco di Assisi, rigorosamente servito fresco.
Questa Ricetta è stata presentata utilizzando:
 - Cioltoline e Mestolo Wald - Collezione Memorie di Campagna:http://shop.wald.it/catalogsearch/result/?q=memorie+di+campagna+

Questa ricetta è stata pubblicata anche su: 

Vivere Assisi, Giugno 2013



http://www.vivereassisi.it/index.php?page=articolo&articolo_id=409987

Assisi Nostra Giugno 2020
e
Parco del Monte Subasio Assisi.

venerdì 1 maggio 2020

L' Antica Crostata del Calendimaggio d'Assisi.

L'Antica Crostata del Calendimaggio di Assisi.

Carissimi Amici ed affezionati Lettori, ben ritrovati.
Non faccio mistero del fatto che per questo nuovo appuntamento enogastronomico ho ponderato molto se pubblicare o meno un' altra ricetta dolce, ma poi, date le particolari contingenze in cui noi tutti attualmente ci troviamo ho deciso proprio di si, tanto che ho pesato di celebrare comunque e se pur in modo originale il Calendimaggio, una tra le più antiche ed importanti tradizioni Assisiate, proponendo così in qualità di Chef e Storica questa preparazione appositamente ispirata e realizzata in onore a questa festa-evento, che da sempre contraddistingue la Città di Assisi e proprio in riferimento a questo antico Palio è nata nella mia cucina "L' Antica Crostata del Calendimaggio", una semplice ricetta che nel suo nome e nei sui suoi colori vuole appositamente rendere tributo alle due Parti, che fatta eccezione per questa edizione 2020, ogni anno, come tradizione vuole, durante il Mese di Maggio e per quattro giorni si sfidano, dando vita alla meravigliosa festa di Primavera, dove il Blu identifica la "Nobilissima Parte de Sopra" di cui un tempo, nella sua fanciullezza prese parte la giovane Chiara di Assisi, mentre il Rosso identifica la "Magnifica Parte de Sotto", di cui un tempo fece parte anche il giovane Francesco di Bernardone, tanto che le autorevoli e documentate cronache medievali inerenti la Vita I di San Francesco d’Assisi, attestano che già durante la sua fanciullezza il giovane Francesco si distingueva tra i suoi amici e coetanei per la composizione di poesie cantate, grazie anche alle influenti origini provenzali della madre, Madonna Pica.



Le antiche origini del Calendimaggio si perdono nella notte dei tempi, da cui sono passati molti secoli, ma ancor oggi, ogni anno, nei primi giorni di Maggio la Città Serafica rinnova la sua tradizione, a cui prende parte tutta la cittadinanza, che in questo caso è anche la regia della festa, dando così vita ad un suggestivo spettacolo, che per soli tre giorni rieccheggia in modo unico per gli stretti vicoli della Città, ove per l’occasione, gli abitanti sfilano per le piccole vie di Assisi indossando ineguagliabili costumi di squisita manifattura, sapientemente realizzati a mano in perfetta guisa medievale, ricreando così mirabili scenografie di epoca antica, mentre gli altri abitanti, animano allegramente le caratteristiche taverne, ove si possono anche assaporare cibi autoctoni di origine antica, mentre altri restano nelle piazze e nelle vie ad ascoltare i menestrelli, sia di giorno che al calar della sera poi si possono ammirare suggestive scene di vita medievale, rigorosamente illuminate da fiaccole e candele, dedite a rischiarare il buio della notte.

A seguire un programma indicativo per comprendere ed apprezzare al meglio questo evento.

Il primo giorno Mercoledì
"Consegna delle Chiavi"
ore 15:00
Benedizione dei Vessilli
"Nobilissima Parte de Sopra" nella Cattedrale di San Rufino;
"Magnifica Parte dè Sotto" nella Basilica Superiore di San Francesco;
ore 15:45
Suono della Campana delle Laudi;
ore 16:00
Piazza Santa Chiara partenza Corteo dell' Ente Calendimaggio;
Piazza del Comune Coro delle Parti con esecuzione Inno del Coprifuoco;
Il Maestro di Campo asume i poteri sovrani;
Ingresso dei Cortei;
Restituzione del Palio;
Saluto del Predidente-Magistrato-Presentazione ed investitura dei Giurati;
Lettura dei Bandi di Sfida;
Uscita dei Cortei per Corso Mazzini e Piazza Santa Chiara.
Ore 21:30
Parte de Sopra Rievocazioni di Vita Medievale.


Il secondo giorno Giovedì
"Madonna Primavera"

ore 15.00 Piazza del Comune
Suono della Campana delle Laudi;
Ingresso dei Cortei;
Gichi di Sfida tra le Parti;
Gara al Tiro dei Balestrieri;
Corsa delle Tregge;
Tiro alla Fune per la proclamazione di Madonna Primavera;
Sfilata di Madonna Primavera;
Uscita dei Cortei per Corso Mazzini e Piazza Santa Chiara.
Ore 21:30
Parte de Sotto Rievocazioni di Vita Medievale.

Il terzo Giorno Venerdì
"Lo Spettacolo"
ore 15:30 Piazza del Comune
Spettacolo Gruppo Nuovo Piccolo Teatro;
Spettacolo con gli Sbandieratori di Assisi;
ore 21:30
Corteo della Sera
"La Tenzone"
Suono della Campana delle Laudi;
Ingresso dei Cortei della Sera;
Il quarto Giorno Sabato
"La Sfida"
ore 15.30 Piazza del Comune
Suono della Campana delle Laudi;
Ingresso dei Cortei Storici;
Uscita dei Cortei Storici per Corso Mazzini e Piazza Santa Chiara.
ore 21:30
"Il Canto"
Suono della Campana delle Laudi;
Sfida Canora;
Assegnazione del Palio.


Ed ora vediamo come realizzare...
...L'ANTICA CROSTATA DEL CALENDIMAGGIO DI ASSISI.

Ingredienti per la frolla:
80 gr. di farina bio integrale,
160 gr. di farina bio tipo “00”,
120 gr. di burro,2 tuorli d’uovo,
100 gr. di zucchero semolato,
1 bustina di vanillina,
1 pizzico di sale.
Ingredienti per la crema:
3 tuorli d’uovo,
500 ml. di latte intero,
100 gr. di zucchero,
40 gr. di maizena,
la scorza grattugiata di un limone non trattato.
Ingredienti per guarnire:
50 gr. di fragole,
50 gr. di more,
150 gr. di mirtilli,
150 gr. di lamponi,
gelatina per dolci q.b.

Procedimento:
Accendete il forno a 180° e mentre il forno si riscalda, versate in un pentolino il latte, tagliate ora in un' unica striscia la scorza del limone e aggiungetela al latte, che porterete a ebollizione a fuoco dolce. Mentre il latte bolle, lavorate i tuorli d'uovo con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, aggiungete poi la maizena, il burro e versate filo il latte bollente eliminando la buccia del limone, ora riponete il composto sopra la fiamma dolce e continuate a mescolare delicatamente per evitare che si formino i grumi. Quando la crema si sarà addensata, ponetela a raffreddare per un paio d'ore in frigorifero e mentre la crema riposa, potete dedicarvi alla preparazione della pasta frolla, disponete sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungete la scorza del limone che precedentemente avete grattugiato, poi, le uova, il sale e ed il burro ammorbidito e continuate ad impastare il composto fino a che non sarà sodo e sbricioloso, una volta ottenuto il panetto di pasta frolla, avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo a riposare in frigo per mezz’ora. Trascorso il tempo necessario per il riposo, ora la frolla è pronta per essere ed infornata a 180° per 25 minuti circa. Trascorso questo tempo, sformate la crostata dalla teglia e adagiatela su un piatto da portata, poi riempite la base di frolla con la crema pasticcera, decorando la superficie della torta con i frutti di bosco e spennellate il tutto con la gelatina per dolci. Ora questo squisito e delicato dolce è pronto per essere condiviso e gustato in ogni momento della giornata: a colazione per un risveglio d'altri tempi, oppure per terminare in dolcezza il fine pasto, o perché no, assaporato durante una deliziosa merenda accompagnata da un delizioso sciroppo di rose o se preferite da un buon Tè dall'aroma fruttato, proprio per richiamare al meglio gli aromi ed i colori della Primavera.
Inoltre questa ricetta è stata pubblicata anche su: 
- San Francesco Patrono d'Italia Maggio 2014

   
e  

- Vivere Assisi, Maggio 2014
  

giovedì 9 aprile 2020

La Torta dell' Olivo.



LA TORTA DELL’OLIVO


Carissimi Amici ed affezionati Lettori, ben ritrovati! Per questo nuovo appuntamento enogastronomico all' insegna dei nuovi profumi e sapori di Primavera, ho il piacere di proporvi una mia ricetta dolce, delicata e particolarmente aromatica: La Torta dell' Olivo, una preparazione gustosa e leggera che per la sua peculiare simbologia di Pace Universale, ben si addice per essere presa in considerazione per essere preparata in occasione della Santa Pasqua: una valida e semplice alternativa ai più classici e tradizionali Dolci Pasquali.

Ingredienti:
300 gr. di farina integrale,
100 gr. di farina “0”,
150 ml. di olio E.V.O.
150 gr. di zucchero,
4 uova fresche intere,
16 gr. di lievito per dolci,
250 ml. di latte fresco,
un pizzico si sale,
zucchero q.b. per la superficie della torta
Per decorare:
un rametto di olivo benedetto.

Procedimento:
Accendete il forno e preriscaldatelo a 180°, poi in una terrina versate la farina, a cui aggiungerete l'olio, lo zucchero, le uova, il lievito, il latte ed un pizzico di sale e con la frusta a filo amalgamate in modo omogeneo l'impasto fino ad ottenere un composto liscio e vellutato. Poi con un po’ d'olio ungete la tortiera, versate l'impasto, livellatelo con il dorso di un cucchiaio e cospargetelo con il restante zucchero. Ora infornate la torta e lasciatela cuocere a temperatura invariata per circa 30/40 minuti circa. La torta dell'olivo sarà pronta quando la sua superficie sarà ben dorata, sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente sul piatto da portata, aggiungete il rametto di olivo benedetto e servite la torta, se a fine pasto, accompagnandola con un vin Santo liquoroso, mentre se la offrirete per una merenda pasquale abbinate un buon tè, dall’aroma fiorito, che ben richiamerà la rinascita di Primavera.

La curiosità di un Proverbio ancora attuale e...
"L'olivo benedetto vuol trovar pulito e netto", è un proverbio popolare che associa un importante evento religioso, come la festività della Pasqua ad una abitudine di origine rurale, come quella delle pulizie di Pasqua. Il proverbio, infatti, si riferisce alle pulizie pasquali, che nelle comunità contadine ed in alcune province italiane rappresentano ancora oggi una cerimonia, un rito festoso di rinnovamento. Dopo che la campagna si è rivitalizzata e rianimata, con un riferimento evidente alla liturgia religiosa, la nuova vita, fa irruzione nella casa intristita a causa dell'inverno. Ecco quindi che nasce il bisogno di rinnovare la casa, alla stessa stregua del campo o della vigna, non solo pulendola ma anche svecchiandola laddove possibile. La tradizione prevede che i lavori inizino con un certo anticipo rispetto alla data di Pasqua, per consentire al simbolo della benedizione e della pace di trovare la casa già pulita e nuova, non a caso è proprio questo il periodo della potatura dell'olivo.

...L' olivo benedetto a Pasqua, impiegato in Antiche Usanze e Tradizioni Umbre.

L'olivo benedetto a protezione del dolce di Pasqua: ad esempio ad Ospedaletto di Norcia, nel forno del Paese, poco prima di infornare la tipica Pizza di Pasqua, è ancor oggi tradizione aggiungere alla fascina da ardere un ramo di olivo benedetto, affinché questo durante la delicata fase di cottura, protegga il dolce che verrà offerto e condiviso durante la Santa Pasqua di Resurrezione.

L' olivo benedetto nei "brevi":
i "brevi" in Umbria, per antonomasia e tradizione ancestrale, sono piccoli sacchettini di stoffa con funzione di "talismano", infatti al loro interno per consuetudine sono custoditi alcuni specifici articoli, siano questi religiosi come immaginette sacre, la cera benedetta del cero pasquale ed una foglia della "palma" di olivo benedetto o di origine naturalistica come ad esempio la pelliccetta di Tasso, il sale grosso ed un dente di Lupo. I "brevi", per le loro specifiche peculiarità, sono destinati a tutelare le Persone che li indossano, infatti la parte mistica è dedita proteggere dalle insidie del maligno, mentre la parte costituita dagli altri "ingredienti" è destinata a proteggere le Persone dalle insidie della fascinazione, meglio conosciute come malocchio ed invidia.

L' olivo benedetto nelle croci di Maggio: 
per antica tradizione, in occasione della "Inventio Crucis" avvenuta secoli orsono per merito di Sant' Elena, madre dell' Imperatore Costantino, che nel 326 con il suo viaggio a Gerusalemme ritrovò i resti della Santa Croce, ancora oggi in memoria di questo importantissimo ritrovamento per il mondo cristiano, si rende omaggio alla Santa Croce e per tradizione, ogni 3 di Maggio, nei campi coltivati si piantano delle croci appositamente realizzate con specifiche caratteristiche, infatti all'intersezione di ogni croce devono essere inseriti il cero benedetto alla Candelora ed una fronda di olivo benedetto, ad ulteriore protezione dei terreni seminati, affinché i fertili campi non siano danneggiati dal fuoco, da temporali e fulmini o dall'invidia altrui, ma possano propiziare l'abbondante crescita del grano e di altre piante ed ortaggi essenziali al sostentamento di Uomini ed Animali, in attesa dei nuovi raccolti, che, come sempre avverranno secondo il naturale susseguirsi delle Stagioni.

Serena Santa Pasqua a Voi Tutti ed...


...al prossimo appuntamento storico-enogastronomico.




Inoltre questa ricetta è stata pubblicata anche su: 

- San Francesco Patrono d'Italia, N°04/2017