Le Ricette di Assisi, Tradizione, Storia e Cultura.

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"...

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"... Questo è il primo Food Blog italiano interamente dedicato alla Città Serafica di Assisi ed ai suoi Santi. Questo blog infatti è nato principalmente per unire due mie grandi passioni: quella per la cucina casalinga, sana, semplice e genuina con gli inconfondibili sapori e profumi di una volta... e quella per Assisi, luogo fuori da ogni tempo, incredibilmente sospeso tra cielo e terra, pervaso da un' energia del tutto particolare, serafica, luminosa e buona, che arricchisce questa meravigliosa cittadina umbra situata alle pendici del Monte Subasio, famosa per essere una delle poche testimonianze dell' architettura medievale ad oggi meglio conservata e per aver dato i natali ai Santi Chiara e Francesco di Assisi e proprio da questi motivi è nato il nome del Blog "Le Cerase e i Mostaccioli". LE CERASE perchè una pia tradizione narra che Santa Chiara, ormai morente chiede una cerasa alla Consorella. Nonostante Agosto non sia stagione di ciliegie, la consorella di Chiara tornerà miracolosamente con una ciliegia. I MOSTACCIOLI perchè la leggenda di San Francesco narra che il Santo prima di morire, chiese di mangiare i mostaccioli, dolcetti antichi fatti di elementi semplici. Per questo ogni anno ad Assisi il 4 Ottobre, giorno dedicato al Santo Patrono d'Italia si rinnova l'antica tradizione e questi dolci vengono preparati con amore e devozione. Inoltre visitando il mio Food Blog troverete le mie foto-ricette, i contest e le iniziative alle quali partecipo, i link delle Aziende con cui ho il piacere di collaborare, gli spazi dedicati alle loro presentazioni e le promozioni che periodicamente le Aziende propongono. Inoltre cliccando quà e là avrete anche modo di trovare altri link, tra cui quello dedicato alle ricette semplici del Convento e quelli per vivere al meglio un soggiorno in Umbria, delizioso luogo lontano dai mari, dove la dolcezza dei paesaggi sembra voler accomunare in modo armonico identità e pensieri diversi. L'Umbria viva, delle Persone semplici e sincere, riservate ma ospitali, che quando danno il loro cuore è per sempre; l'Umbria della Cucina dai sapori e profumi genuini, legati ad una terra antica, che ancora oggi sà regalarci prodotti semplici ed al tempo stesso pregiati, perchè tipicamente autoctoni di questa magnifica Regione, l'Umbria delle emozioni profonde, dove alla vista delle sue dolci colline e dei verdeggianti paesaggi ricoperti di ulivi ci sottraiamo piacevolmente all'andar frenetico del nostro tempo. L' Umbria medioevale, autentica e mistica di San Francesco e Santa Chiara d'Assisi, l'Umbria antica degli Etruschi e dei Romani, l' Umbria del lento incedere del Tevere e dalla mirabile potenza delle Cascate delle Marmore, l'Umbria del Jazz, della Cioccolata e del Festival dei Due Mondi. L'Umbria che ti aspetta e sarà lieta di accoglierti, per non farsi più dimenticare. Potrete così organizzare viaggi e week-end per vivere al meglio tutti gli eventi storico-culturali che annualmente animano Assisi ed i Borghi limitrofi. Sperando che tutto ciò possa essere utile e di vostro gradimento potete lasciare i vostri preziosissimi commenti... ...nel frattempo vi auguro Buon Appetito e Buona Navigazione!!!

venerdì 10 gennaio 2020

Quando Fioriranno le Rose e i Fagottini Dolci alla Rosa Canina.

QUANDO FIORIRANNO LE ROSE…
...I FAGOTTINI DOLCI CON CONFETTURA DI ROSA CANINA.

Carissimi Amici ed affezionati Lettori, ben ritrovati in questo Nuovo anno appena iniziato. Come molti di voi sanno, sovente le mie proposte enogastronomiche, sono spesso ispirate e riconducibili al periodo del Medioevo quando appunto vissero Santa Chiara e San Francesco di Assisi. Per questo nuovo appuntamento di inizio anno, ho il piacere di condividere con voi una mia ricetta celebrativa, facente riferimento alla particolare vicenda storica, che in un lontano inverno di ottocento anni fa ebbe luogo presso la suggestiva Chiesina di San Damiano in AssisiChiara avrebbe voluto vedere più spesso Francesco. Aveva da chiedergli tante cose! Poteva fare a meno del cibo materiale, ma non di quello spirituale, che le veniva dalla parola del maestro. Francesco invece si teneva lontano da San Damiano. Diceva ai suoi frati: - Guardatevi dal dolce veleno della dimestichezza con le donne. Chiara non era veleno e non poteva essere una tentazione per Francesco, uomo di penitenza. Ma Francesco voleva dare l'esempio agli altri, allontanandosi per primo da San Damiano ed evitando di parlare con le « povere donne ». Chiara se ne doleva. I suoi lamenti venivano riportati a Francesco. - Non crediate, - egli rispondeva, - ch'io non le ami con perfetta dilettazione. Soltanto voglio dare a voi un esempio e dovete imitarmi. Le amava tutte, quelle « povere donne », che seguivano i suoi insegnamenti. E sopra alle altre amava Chiara. Pregava per lei, perché si mantenesse fedele a Cristo e alla povertà. Chiara era il suo capolavoro; era la stella splendidissima del suo firmamento. E come le stelle, doveva essere ammirata di lontano. Ma Chiara aveva bisogno, specie nei primi tempi, d'esser guidata. Temeva di non sapersi dirigere, da sola, sulla via della perfetta povertà. Sollecitava perciò una visita del maestro. Francesco, di quando in quando la visitava. Le sue apparizioni a San Damiano erano fugaci. Bussava alla porta, salutava dicendo: - Pace e bene. Dava un'occhiata d'intorno. Vedeva che il convento era la « torre fortificata della sovrana povertà ». Nulla d'inutile e di futile. Nulla di fastoso e di superfluo. E nulla neppure di squallido e di triste. Povertà lieta e pulita. Serenità accogliente. Tutto era chiaro dov'era Chiara ; tutto era grazioso dov'era la Grazia di Dio. Un giorno d'inverno Francesco stava per partire com'era venuto, senza accettare nessun conforto, oltre a quello che gli veniva dalla perfetta povertà e dalla perfetta letizia di quelle giovani recluse. S'avviò così alla porta. Fuori il vento fischiava voltando e rivoltando i rami degli olivi. Il nevischio turbinava sul sagrato. A piedi nudi Francesco s'inoltrò sulla neve. Chiara lo segui, indietro di qualche passo. Voleva trattenerlo. Almeno voleva la promessa d'un'altra prossima visita. Francesco si tirò il cappuccio sulla fronte - Sorella Chiara, è bene, per la faccia del mondo, dividersi. Ti lascio alle tue cure. Chiara, nel chiarore della neve che copriva la terra, si sentì smarrita - Che farò senza di te? Tu mi guidi e m'illumini. Francesco alzò gli occhi al cielo livido - Il Signore ti guiderà. - E non ci rivedremo più ? Francesco si guardò attorno. Misurò il tempo, scorgendo un cespuglio di spini ricoperto di neve. - Ci rivedremo quando rifioriranno le rose. Era il principio dell'inverno e le rose non sarebbero fiorite che a primavera inoltrata. Francesco voleva mettere tra sé e Chiara un'intera stagione. - Sia fatta la tua volontà, insieme con quella del Signore - rispose Chiara. abbassando la testa. Francesco fece per allontanarsi, ma un inatteso rossore lo fermò. Sul cespuglio, improvvisamente, miracolosamente, era fiorito un cespo di rose bianche e rosse. Chiara, sotto il suo doppio velo, sorrideva, e quando Francesco sparì, verso Spello, nel turbinio della neve, ridiscese verso San Damiano, con un fascio di rose in mano, che depose ai piedi del Crocifisso.
Fonte Storica: I Fioretti di Santa Chiara di Assisi 
Opera di Francesca CapitiniLe Rose d’Inverno”.

Oggi come allora poi, alcuni attenti Fedeli in pellegrinaggio al piccolo Santuario di San Damiano, possono ancora scorgere tra le fitte siepi e gli olivi del vialetto, i cespugli di Rose bianche e rosse che testimoniano e ricordano quella suggestiva grazia a cui, per volere di Dio assistettero i Santi Chiara e Francesco di Assisi.

Ed ora vediamo insieme come realizzare la ricetta celebrativa dei Fagottini Dolci con Confettura di Rosa Canina.
Ingredienti:
Per la Pasta Sablè:
250 gr. di farina di grano tenero "0",
200 gr. di burro morbido tagliato a pezzettini,
100 gr. di zucchero a velo setacciato,
un pizzico di sale,
2 tuorli d'uovo.

Per la Farcitura:
110 gr. di Confettura Extra di Rosa Canina.

Procedimento:
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, lo zucchero a velo ed il sale e lavorateli con le punte delle dita, poi aggiungete i tuorli e incorporateli delicatamente. Piano piano aggiungete la farina all'impasto e lavorate il composto fino a che non diventa liscio ed omogeneo, formate una palletta che avvolgerete nella pellicola che lascerete riposare in frigo fino al momento dell' uso. Trascorso il tempo di riposo, stendete l'impasto con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 1/2 centimetro, poi con un coppapasta rotondo ricavate dei cerchi, che andrete a farcire con la Confettura Extra di Rosa Canina. Ora ripiegate verso il centro le due estremità di ogni fagottino ed utilizzando uno stampo ad espulsione ricavate tante piccole forme che andrete a posizionare al centro di ogni fagottino: visto che per questa apposita ricetta ho scelto per la farcitura la Confettura Extra di Rosa Canina, ho utilizzato appositamente uno stampo ad espulsione a forma di rosa, che richiamasse l'ingrediente principe racchiuso all'interno dei fagottini. Quando tutti i fagottini saranno pronti, adagiateli delicatamente su una teglia antiaderente ed infornateli a forno statico a 150° per 20/30 minuti, facendo attenzione a non far caramellare la confettura. A cottura ultimata sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Per condividere e degustare al meglio questi delicati fagottini, vi consiglio di abbinare un Vin Santo Liquoroso, oppure una bevanda calda, come un buon tè bianco o se preferite una tisana, purché sia dall’aroma lieve e floreale, che a piacimento potrete dolcificare con Miele Millefiori del Monte Subasio o Zucchero di Canna.

Se poi voleste cimentarvi in una preparazione tutta naturale, vi consiglio di recarvi nei boschi o nelle radure dove sorgono incontaminati abbondanti e tenaci cespugli di Rosa Canina, ora privi della caratteristica fioritura bianca e rosa, ma altresì caratterizzati per Stagione dalle piccole bacche rosse, dalla forma allungata. Questa pianta ha molteplici virtù curative, tra cui la peculiarità di avere un’elevata concentrazione di Vitamina C, infatti tre sole bacche di Rosa Canina equivalgono all’apporto fitoterapico di un arancio, per questo e non solo, le bacche di Rosa Canina sono ottime a curare sia in fase preventiva, che in fase curativa i primi sintomi di tosse, raffreddamento ed influenza, onde evitare annesse ricadute, fortificando invece le difese immunitarie dell’organismo in modo da accelerare lo stato completo di totale guarigione. A questo proposito, di seguito riporto la ricetta di un rimedio antico, particolarmente adatto per affrontare l’inverno: prendete circa una manciata di bacche di Rosa Canina, rigorosamente raccolte e pestate dopo la prima gelata, proprio come tradizione vuole, poi verso il tardo pomeriggio o la sera metteteli a macerare con dell’acqua a temperatura ambiente, poi con un cucchiaio di legno mescolate bene il composto e lasciate riposare per tutta la notte. Al mattino seguente mescolate ancora e filtrate con un colino a maglie strette, eliminate quindi le bacche macerate e conservate solo il succo ottenuto per infusione, il quale sarà di un bel colore rosso brillante, contraddistinto dal caratteristico aroma acidulo, ottimo da bere al mattino per contrastare al meglio i primi sintomi da raffreddamento.

Auspicando che questa peculiare proposta gastronomica possa esservi gradita, colgo l’occasione per esprimervi i miei più cari e sinceri auguri per un felice Anno Nuovo e...
...alla prossima ricetta, per ricoprire insieme Tradizione, Storia e Cultura del Territorio Assisiate ed Umbro.
A presto Chiara.

Questa ricetta è stata pubblicata anche su: 

martedì 24 dicembre 2019

I Maccheroni Dolci di Assisi.


La ricetta del Natale Assisiate: 
I Maccheroni Dolci. 
Carissimi Amici ed affezionati Lettori ben ritrovati. Il Santo Natale è ormai vicino ed in questo meraviglioso periodo dell'anno in ogni casa si rinnova la tradizione di preparare e condividere antiche ricette natalizie, tramandate di generazione in generazione, di cui ogni Famiglia va ben fiera: in essa infatti si racchiudono gran parte della storia e delle tradizioni locali, dove per ogni preparazione si celano aneddoti e curiosità che oggi come allora vale la pena gustare e riscoprire.  Per questa occasione così speciale ho pensato di proporvi una ricetta semplice, gustosa ed alquanto particolare: i Maccheroni Dolci di Natale, una pietanza che per alcuni suoi ingredienti alquanto originali, come cacao amaro e zucchero, è facilmente riconducibile alla scoperta dell’ America, avvenuta nel lontano 1492 per merito del mio più celebre concittadino, l’Ammiraglio genovese Cristoforo Colombo, come è evidente, anche in questa occasione è possibile trovare un gemellaggio gastronomico-culturale che coniuga in modo eclettico la mia amata Genova alla mia altrettanto amata Assisi. Un’ altra particolarità di questa ricetta è poi nella sua nomenclatura, infatti in Umbria queste semplici fettuccine realizzate con sola acqua e farina vengono appunto chiamate “maccheroni” e la tradizione Assisiate vuole che questa pietanza dolce sia preparata e gustata durante la cena della Vigilia di Natale, proprio perché è una ricetta di "magro" e per questo rispettosa della più autentica ed osservante tradizione del Santo Natale.

Ingredienti:
300 gr. di fettuccine "bianche" rigorosamente senza uova,
30 gherigli di noci,
50 gr. di zucchero,
50 gr. di miele millefiori,
25 gr. di cacao amaro in polvere,
la scorza grattugiata di un limone, 
un pizzico di cannella in polvere.

Procedimento:
Fate bollire in una pentola abbondante acqua salata, versate i maccheroni e lessateli al dente. Mentre la pasta cuoce tritate grossolamemente i gherigli di noce e fate sciogliere a bagno Maria il miele, unite poi le noci tritale, lo zucchero, la cannella, la scorza del limone, il cacao in polvere ed amalgamate bene il composto. Ora scolate i maccheroni e amalgamateli al composto dolce, poi trasferiteli in un piatto da portata e serviteli appena tiepidi. Per gustare al meglio questo piatto così particolare, vi consiglio di abbinare il vino Grechetto DOC dei Colli Martani.

Sperando che anche questa nuova proposta vi sia gradita, colgo l’occasione per esprimervi i miei più cari e sinceri auguri per un sereno Santo Natale.
Con affetto,
Chiara

Questa ricetta è stata pubblicata anche su: 
- San Francesco Patrono d'Italia, Dicembre 2014

- Vivere Assisi Dicembre 2014
Parco del Monte Subasio Assisi, Dicembre 2019 
 

sabato 2 novembre 2019

Le Fave dei Morti.

LE FAVE DEI MORTI.
Carissimi Amici ed affezionati Lettori ben ritrovati. Per questo nuovo appuntamento gastronomico ho il piacere di proporvi un' antica ricetta che proprio per la semplicità dei suoi pochi ingredienti e per tradizione viene preparata espressamente in questo particolare periodo dell' anno per ricordare e rendere omaggio ai
Defunti. Infatti come si evince dal nome, le Fave dei Morti, sono delicati dolcetti a base di farina di mandorle che nella loro forma ricordano piccole fave, che per l'appunto si preparano a Novembre per la medesima ricorrenza. Tradizione vuole che questi pasticcini siano presenti in molte Regioni Italiane, ma la loro autorevole storia li identifica come autoctoni del Territorio Perugino, da qui infatti si sarebbero diffusi, sino ad arrivare nelle altre Regioni d'Italia. Inoltre questa preparazione risulta essere davvero molto antica, tanto che stando ad accreditati presupposti archeologici e storici, questa ricetta dovrebbe addirittura risalire al tempo degli Etruschi, ciò sarebbe testimoniato dal fatto che circa 200 anni fa, vicino Perugia, all' interno di un tempio etrusco è stato ritrovato un piccolo "scheletro" di pasta dolce a base di mandorle, per questo la preparazione di questi dolcetti è indissolubilmente legata ad antiche usanze e tradizioni che oggi come allora, rendono omaggio alla commemorazione dei Defunti, come ad esempio la "Fiera dei Morti" a Perugia, che ogni anno per l'occasione vede la partecipazione di 500 stand, che per cinque giorni, quest'anno dal 1° al 5 Novembre, animeranno le vie di Perugia, presso le tre zone dedicate, quali: Pian di Massiano, di Piazza del Bacio e del Centro Storico, dove per l' occasione sarà piacevole passeggiare tra i colori ed i sapori d'autunno, fino a raggiungere le bancarelle che per l'occasione propongono vari articoli, tra cui: abigliamento, artigianato, casalinghi, prodotti tipici locali, gustando anche particolari eccellenze gastronomiche provenienti sia dal Territorio Umbro che da altre Regioni e culture. La "Fiera dei Morti" di Perugia ha inoltre origini molto antiche , tanto che risale all' epoca compresa tra il Medioevo ed il Rinascimento, quando allora era denominata "Fiera di Ognissanti"ed inserita in un ricco calendario di attività fieristiche e mercantili presenti in Umbria, dove per l'occasione Mercanti e Fattori con l'approssimarsi della Stagione Fredda, proponevano lo scambio di vari prodotti, tra cui principalmente tessuti, generi agricoli ed il bestiame, consentendo così alla popolazione di potersi rifornire dei generi di prima necessità prima dell'arrivo dell' Inverno. Inoltre nei giorni della fiera, la Città di Perugia era anche animata da saltimbanchi, giocolieri e per antica consuetudine, da giochi d'un tempo, come la Caccia al Toro, la Corsa all’Anello e la Corsa del Palio. Solo a partire dal ‘600 la Fiera venne denominata “dei Defunti", mentre nell' 800 prese in modo definitivo la nomenclatura attuale di "Fiera dei Morti".

...Ed ora vediamo come poter realizzare le dolcissime "Fave dei Morti".
Ingredienti:
125 gr. di farina "00",
300 gr. di zucchero,
200 gr. di farina di mandorle,
20 gr. di burro,
2 uova intere,
la scorza di un limone non trattato,
la punta di un cucchiaino di bicarbonato.  
 Procedimento:
In una terrina versate la farina di mandorle, poi aggiungete lo zucchero, la farina setacciata, la scorza grattugiata del limone, il burro a pezzetti ed infine le uova. Lavorate il composto con le mani: subito sembrerà che non si riesca ad impastare, ma dopo pochi minuti tutti gli ingredienti saranno perfettamente amalgamati tra di loro, ottenendo così un impasto consistente ed omogeneo. Quando l'impasto è pronto, lasciatelo riposare in frigo per circa 10 minuti, ed accendete il forno a 180°.Trascorso il tempo di riposo prendete l'impasto dal frigo e lavorando con i palmi delle mani preparate tante piccole palline, che schiaccerete leggermente per dare loro la forma tipica, passando la superficie nello zucchero semolato. Infine sistemate le fave ben distanziate tra di loro su una teglia coperta di carta oleata ed infornatele per 20/25 minuti mantenendo invariata la temperatura del forno.

Questa ricetta è stata pubblicata anche su: 

- San Francesco Patrono d'Italia, N°11/ Novembre 2012

- Vivere Assisi, Novembre 2012

 - Parco del Monte Subasio Assisi Novembre 2019

mercoledì 11 settembre 2019

La Focaccia con le Cipolle Rosse di Cannara.


LA FOCACCIA CON LE CIPOLLE ROSSE DI CANNARA.

Carissimi Amici ed affezionati Lettori, continua il nostro viaggio enogastronomico alla riscoperta delle ricette umbre, infatti per questo nuovo appuntamento ho pensato di proporvi una ricetta tipica che vede come protagonista la cipolla di Cannara. La cipolla di Cannara è uno dei numerosi prodotti d’eccellenza dell’ enogastronomia regionale, tanto da aver ottenuto nel tempo il riconoscimento di “Prodotto Agroalimentare Tradizionale”, oltre al prestigioso titolo di Presidio Slow Food. Attualmente la coltivazione e raccolta della cipolla di Cannara è portata avanti da piccoli produttori, che spesso si tramandano la passione per questa produzione di eccellenza da padre in figlio. I produttori e coltivatori di questo ortaggio hanno dato vita al Consorzio della Cipolla di Cannara, un ente che ha come obiettivo di vigilare sulla tutta la filiera di produzione e garantire gli standard qualitativi e di provenienza di questa preziosa risorsa del territorio. La cipolla coltivata nei dintorni di Cannara si distingue in tre varietà: rossa, dorata e borettana, tutte e tre le sono caratterizzate da un sapore dolce, delicato e da una facile digeribilità. Tra le molte ricette locali alle quali sia adatta questo prodotto estremamente versatile ho voluto realizzare la Focaccia con le cipolle rosse di Cannara.  


Ingredienti: 
630 gr. di Farina biologica “00”,
800 gr. di cipolle rosse di Cannara,
30 gr. di lievito di birra,
4 cucchiai di olio EVO,
sale q.b.

Procedimento:   
Setacciate la farina e disponetela a fontana sulla spianatoia, poi stemperate il lievito di birra in 200 ml. di acqua calda e quando il lievito si sarà completamente sciolto versate poco a poco il composto sulla farina, aggiungete poi l’olio ed il sale e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto elastico ed omogeneo, che lascerete lievitare per almeno due ore sotto un torcione pulito ed umido. Trascorso il tempo di lievitazione accendete il forno a 200° e mentre il forno raggiunge la temperatura desiderata, ungete lo stampo (preferibilmente di terra cotta) in cui andrete a cuocere la focaccia, poi prendete l’impasto e con le dita stendetelo all’interno dello stampo in modo uniforme, ora tagliate a spicchi le cipolle e disponetele a raggiera, in modo da creare un motivo decorativo sulla focaccia, spennellate la superficie della focaccia con olio extra vergine d’oliva ed infornate per circa 45 minuti. La focaccia con le cipolle rosse di Cannara sarà pronta quando la superficie e le cipolle saranno dorate, potrete degustare al meglio questa tipica ricetta servendola tiepida o se preferite a temperatura ambiente, accompagnata da un fresco vino bianco locale, meglio se questo è un Grechetto di Assisi. 

Questa ricetta è stata presentata utilizzando:
- Runner Wald Collezione "Felice Nostalgia" http://wald.it

giovedì 1 agosto 2019

I Pomodori Ripieni all' Umbra.


I POMODORI RIPIENI ALL’ UMBRA.



Carissimi Amici, ben ritrovati a questo nuovo appuntamento enogastronomico per cui ho il piacere di invitarvi a tavola e proporvi una ricetta che proprio per i suoi ingredienti semplici e di stagione ben si addice a questo periodo di inizio estate. I pomodori ripieni all’ umbra, infatti, per tradizione vengono serviti come contorno saporito e sostanzioso al contempo stesso, particolarmente indicato per accompagnare gustose portate di carne, sia che queste siano cotte sulla griglia oppure cucinate allo spiedo.

            
 Ingredienti: 
   6 pomodori rossi e sodi,   
100 gr. di pangrattato, 
un mazzetto di prezzemolo fresco,
3 spicchi d’aglio,  
olio EVO D.O.P. Umbro,  
sale e pepe q.b. 


    Procedimento:     
Lavate i pomodori avendo cura di lasciare il picciolo, tagliateli a metà e con un cucchiaino togliete i semi. Cospargete l’interno con il sale, poi capovolgeteli e lasciateli riposare su una teglia di coccio per venti minuti circa. Preriscaldate il forno a 190°, tritate l’aglio ed il prezzemolo e metteteli nella terrina in cui aggiungerete anche il pan grattato, l’olio, il sale ed il pepe. Amalgamate in modo omogeneo tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto cremoso ma sodo che servirà per farcire i pomodori. Trascorso il tempo di riposo, girate i pomodori e riempite ciascuna metà con il composto, copriteli con la parte superiore, spennellateli con l’olio ed infornateli per circa 20 minuti. Se disponete di un camino potrete cucinarli come veniva fatto un tempo, posandoli su una griglia unta con olio e lasciandoli cuocere su carbone di legna. A cottura ultimata vi consiglio di abbinare ai pomodori ripieni all’ Umbra gustose portate di carne cotta alla griglia ed un ottimo vino rosso locale come il Rubesco di Torgiano, particolarmente indicato per questo tipo di portate.


Questa ricetta è stata presentata utilizzando: Ceramiche Wald Collezione Memorie di Campagna http://wald.it
   Questa ricetta è stata pubblicata anche su: 
- San Francesco Patrono d'Italia, N°06/Giugno 2016

- Vivere Assisi Giugno 2016
Parco del Monte Subasio Assisi