Le Ricette di Assisi: Tradizione, Storia e Cultura.

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"...

Il perchè de "Le Cerase e i Mostaccioli"... Questo è il primo Food Blog italiano interamente dedicato alla Città Serafica di Assisi ed ai suoi Santi. Questo blog infatti è nato principalmente per unire due mie grandi passioni: quella per la cucina casalinga, sana, semplice e genuina con gli inconfondibili sapori e profumi di una volta... e quella per Assisi, luogo fuori da ogni tempo, incredibilmente sospeso tra cielo e terra, pervaso da un' energia del tutto particolare, serafica, luminosa e buona, che arricchisce questa meravigliosa cittadina umbra situata alle pendici del Monte Subasio, famosa per essere una delle poche testimonianze dell' architettura medievale ad oggi meglio conservata e per aver dato i natali ai Santi Chiara e Francesco di Assisi e proprio da questi motivi è nato il nome del Blog "Le Cerase e i Mostaccioli". LE CERASE perchè una pia tradizione narra che Santa Chiara, ormai morente chiede una cerasa alla Consorella. Nonostante Agosto non sia stagione di ciliegie, la consorella di Chiara tornerà miracolosamente con una ciliegia. I MOSTACCIOLI perchè la leggenda di San Francesco narra che il Santo prima di morire, chiese di mangiare i mostaccioli, dolcetti antichi fatti di elementi semplici. Per questo ogni anno ad Assisi il 4 Ottobre, giorno dedicato al Santo Patrono d'Italia si rinnova l'antica tradizione e questi dolci vengono preparati con amore e devozione. Inoltre visitando il mio Food Blog troverete le mie foto-ricette, i contest e le iniziative alle quali partecipo, i link delle Aziende con cui ho il piacere di collaborare, gli spazi dedicati alle loro presentazioni e le promozioni che periodicamente le Aziende propongono. Inoltre cliccando quà e là avrete anche modo di trovare altri link, tra cui quello dedicato alle ricette semplici del Convento e quelli per vivere al meglio un soggiorno in Umbria, delizioso luogo lontano dai mari, dove la dolcezza dei paesaggi sembra voler accomunare in modo armonico identità e pensieri diversi. L'Umbria viva, delle Persone semplici e sincere, riservate ma ospitali, che quando danno il loro cuore è per sempre; l'Umbria della Cucina dai sapori e profumi genuini, legati ad una terra antica, che ancora oggi sà regalarci prodotti semplici ed al tempo stesso pregiati, perchè tipicamente autoctoni di questa magnifica Regione, l'Umbria delle emozioni profonde, dove alla vista delle sue dolci colline e dei verdeggianti paesaggi ricoperti di ulivi ci sottraiamo piacevolmente all'andar frenetico del nostro tempo. L' Umbria medioevale, autentica e mistica di San Francesco e Santa Chiara d'Assisi, l'Umbria antica degli Etruschi e dei Romani, l' Umbria del lento incedere del Tevere e dalla mirabile potenza delle Cascate delle Marmore, l'Umbria del Jazz, della Cioccolata e del Festival dei Due Mondi. L'Umbria che ti aspetta e sarà lieta di accoglierti, per non farsi più dimenticare. Potrete così organizzare viaggi e week-end per vivere al meglio tutti gli eventi storico-culturali che annualmente animano Assisi ed i Borghi limitrofi. Sperando che tutto ciò possa essere utile e di vostro gradimento potete lasciare i vostri preziosissimi commenti... ...nel frattempo vi auguro Buon Appetito e Buona Navigazione!!!
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venerdì 18 maggio 2012

La Cucina Ligure

SPAGHETTONI CON PESTO ALLA GENOVESE.

Ingredienti:
500 gr di Spaghettoni Verrigni,
per il pesto:
160 gr. di foglie di basilico,
100 cc. di olio Dante Evo,
50 gr. di parmigiano grattuggiato,
50 gr. di pecorino sardo grattuggiato, 
1 spicchio d'aglio,
25/30 gr.di pinoli.

Procedimento:
Riempite per due terzi la pentola con dell' acqua e mettetela sul fuoco e appena raggiunge l'ebollizione salatela con il sale grosso e versate la pasta nella pentola . Mentre la pasta cuoce preparate il Pesto alla Genovese, staccate le foglie dai mazzi di basilico e mettetelre a bagno in acqua fredda, lasciandole lì per dieci minuti. Poi mondate le foglie di basilico e asciugatele accuratamente. Mettete le foglie nel frullatore, con i pinoli e l'aglio. Quando tutte le foglie saranno tritate grossolanamente, aggiungete un cucchiaio di parmigiano ed uno di pecorino. A frullatore in funzione, aggiungete l'olio a filo. Dopo avere incorporato un po' d'olio, aggiungete il restante formaggio e ripetete questa operazione fino ad esaurire gli ingredienti. Durante questa operazione, il composto dovrebbe aumentare di volume, "montando" leggermente a causa dell'olio che viene emulsionato. Togliete il bicchiere dal frullatore e fatelo riposare per qualche minuto. Se il pesto risultasse troppo denso potete allungarlo gradualmente con uno o due cucchiai di acqua di cottura. Ora che la pasta è cotta scolatela e conditela con il pesto, infine ultimate il piatto con qualche pinolo intero e gustate l'armonia di profumi e sapori.  
Questa ricetta è stata realizzata utilizzando:
- Pentola Dùspaghi di Ipac:
www.duspaghi.net www.ipacitaly.it
-Olio Dante Extra Vergine d'Oliva:
-Spaghettoni Verrigni:

lunedì 6 febbraio 2012

La Cucina Romana

GNOCCHI ALLA ROMANA.
Gli gnocchi alla romana, sono un primo piatto di origine laziale, il cui nome è entrato nella cucina internazionale per identificare dei dischetti tondi di semolino, che viene cotto nel latte e arricchito da formaggio e tuorli d'uovo; questi deliziosi dischetti vengono successivamente disposti in teglia con burro e formaggio, gratinati al forno.

Ingredienti:
250 gr. di Semolino Molino Chiavazza,
100 gr. di Burro,
un litro di Latte
2 Tuorli d'uovo,
120 gr. di Parmigiano Reggiano,
Sale q.b.
Noce Moscata q.b.
Pan grattato q.b.
Procedimento:
Per preparare gli gnocchi alla romana, ponete il latte in un tegame sul fuoco, unitamente alla noce di burro, al  sale, ed la noce moscata, appena il latte bollirà versatevi a pioggia il semolino, continuando a mescolare con una frusta, in modo tale da evitare la formazione dei grumi. Ora fate cuocere il composto a fuoco basso per qualche minuto, fino a che il semolino si addensa, dopodiché togliete il recipiente dal fuoco ed incorporate al composto i due tuorli ed il parigiano reggiano. Versate ora il composto ottenuto sulla spainatoia e livellatelo con l’aiuto del mattarello, ottenendo uno strato alto circa 1 cm, non appena il semolino si sarà raffreddato, con l’aiuto di un tagliapasta di forma tonda, ricavatene tanti dischi del diametro di circa 5 cm,
che andrete ad adagiare nella pirofila, sovrapponendo un disco all’altro.
Quando avrete sistemato tutti i dischi nella pirofila, cospargete la superficie con il parmigiano, qualche fiocco di burro ed il pan grattato.
Infine mettete la pirofila nel forno già caldo a 200° e lasciate gratinare i vostri gnocchi alla romana per circa 20-25 minuti, finchè si formerà una bella crosticina dorata.
Ora, finalmente potrete assaporare questo primo piatto croccante quanto morbido, ma miraccomando servitelo in tavola caldissimo, appena uscito dal forno.

sabato 5 novembre 2011

La Cucina Toscana

 LE CALDARROSTE AVVOLTE NEL LARDO DI COLONNATA.

Ingredienti:
1 Kg. di Castagne Toscane,
100 gr. di Lardo di Colonnata,
Mix di Pepe q.b. 

Procedimento:
Procuratevi delle castagne più o meno della stessa dimensione e sceglietele una ad una per accertarvi che siano integre e senza alcuna macchia o buco, poi con un coltellino appuntito e affilato, dovrete inciderne la superficie praticando un taglio di circa 3-4 cm di lunghezza fino ad arrivare alla polpa.
La pentola migliore per cuocere le castagne in casa è la classica padella bucherellata, però attenzione: se la userete sul fornello a gas rischierete di bruciare la parte esterna prima di averle cotte all’interno, quindi sarà meglio porre sotto alla padella uno spargifiamma, di quelli usati per non fare bruciare sul fondo creme e budini. Mettete tutte le castagne nella padella e fatele arrostire a fuoco dolce, girandole spesso per cucinarle omogeneamente; a cottura avvenuta toglietele dalla padella ed avvolgetele ancora calde per qualche minuto in un canovaccio inumidito in modo tale che si possano sbucciare con più facilità.
Una volta cotte le castagne le potrete sevire sia al naturale, in simpatici cartoccetti di carta paglia, proprio come vuole la classica tradizione dello street food, oppure per un finger food un po più easy-chic vi consiglio di servirle già sbucciate e avvolte all' interno di una fettina di lardo di Colonnata guarnito da una saporita macinata di pepe misto. Comunque sia per gustare al meglio questo semplice ma buonissimo frutto autunnale vi consiglio di accompagnaro ad un buon vino rosso, magari un novello corposo.

giovedì 13 ottobre 2011

La Cucina Toscana

MEMORIE DI ANTICHI SAPORI E TRADIZIONI RACCHIUSE
AL CONFINE TRA TOSCANA E LIGURIA...
 ...LA STORIA DEI CROXETTI E CORZETTI...
...La ricetta dei Croxetti affonda le sue radici nel Medioevo, quando le grandi casate feudali dovevano costantemente consolidare il proprio diritto al territorio. Oltre a stendardi, arazzi e scudi, i cuochi
del periodo idearono un tipo di pasta, un sottile velo di delicata sfoglia che, compressa fra due stampini di legno riportanti lo stemma del casato, ricordasse ai commensali l'importanza del loro signore.
Spesso veniva riportata l' immagine stilizzata di una croce, una crocetta e da qui il nome
"Croxetto". Ai giorni nostri questa pasta è stata riscoperta dai cultori
della cucina tipica ligure per la sua capacita' di combinarsi ai condimenti ed alle salse fredde
tipiche di questa regione (salsa di noci, salsa di pinoli, pesto, sugo di pesce.)
L'origine dei Corzetti stampati risale invece all'epoca rinascimentale, in cui ogni famiglia
aveva il proprio disegno, che poteva variare a seconda delle occasioni quando non finiva per
diventare un vero e proprio "stemma culinario". Il legno dello stampo doveva essere preferibilmente
di pero, melo, faggio o acero ma non doveva contenere tannino per non rischiare di inquinare il gusto della pasta fresca. Nel Levante ligure, con la parola corzetto si intende sia lo stampo in legno che la pasta vera e propria. Gli stampi dei corzetti sono composti da due parti distinte: una che ha la forma di un vero e proprio timbro e l’altra di un cilindro con una parte incisa ed una concava per tagliare la pasta.
Le incisioni sono di solito differenti sulle due parti. Tra gli artigiani depositari dell’arte antica di creare gli stampi per questa pasta è da citare Franco Casoni, mastro intagliatore con studio nel centro antico di Chiavari. Per realizzare questi utensili, Casoni incide nel legno, precedentemente tagliato e tornito, forme diverse e bizzarri arabeschi che contribuiranno, una volta cotta la pasta, a trattenere il sugo.
 I suoi attrezzi sono “sgorbie” e “tasselli” con i quali letteralmente disegna sul legno, preferibilmente di pero, melo, faggio o acero, per evitare che il tannino - presente in altri legnami - trasmetta alla pasta un gusto sgradevole. http://www.ilsecoloxix.it/oggetti/901.pdf

...ED ORA LA RICETTA DEI CORZETTI DI FARINA DI CASTAGNE AL SUGO DI FUNGHI
Ingredienti per la pasta:
 Ingredienti per 4 persone:
250 gr. di farina di castagne toscane,

170 gr. di farina bianca,
1 cucchiaio di olio Dante EVO,
150 ml di acqua tiepida,
un pizzico di sale fino
e per il condimento...
Sugo di Funghi!
Ingredienti per il sugo:
500 gr. di funghi porcini,
300 gr. di pomodori,
100 gr. di burro,
50 gr. di farina,
100 ml di olio Dante EVO,
una cipolla,
una carota,
una costa di sedano,
uno spicchio d'aglio,
un ciuffetto di prezzemolo,
un pizzico di sale fino.
ED ORA INIZIAMO CON LA PREPARAZIONE DEL SUGO DI FUNGHI...
In un tegame di medie dimensioni preparate un soffritto
con olio, aglio, prezzemolo, cipolla, carota e sedano tritati.
Lavate, pulite e tritate i funghi ed aggiungeteli al soffritto.
A parte bollite i pomodori in acqua per qualche minuto, pelateli, tagliateli ed uniteli
ai funghi e lasciate cuocere a fuoco basso.
Dopo circa 20 minuti aggiungete il burro abbondantemente i
nfarinato amalgamando con un cucchiaio di legno, infine ggiustate di sale e lasviate cuocere per altri 10 minuti circa..
...E CONTINUIAMO CON LA PREPARAZIONE DEI CORZETTI...
  Disponete sulla spianatoia le due farine a formare la classica fontana, poi a questa unite il pizzico di sale, l'Olio EVO, ed infine aggiungete poco a poco l'acqua tiepida, cominciando a raccogliere la farina prima con una forchetta e poi con le mani continuare ad impastare per dieci minuti, fino a che non otterrete un impasto liscio e consistente.
Procedete a stendere la sfoglia, a piacimento potete utilizzare il mattarello o la sfogliatrice, fino a che
non avrete ottenuto una sfoglia sottilissima, ma ricordate che se vorrete ottenere un risultato un pò più "rustico" potete lasciare la sfoglia leggermente più spessa. 
Ora che la sfoglia ha raggiunto lo spessore ideale per i vostri gusti personali utilizzate
la parte convessa dello stampo dei corzetti per "coppare" la pasta fresca.
ed ottenere così tanti piccoli dischetti di pasta,
ora ponete il dischetto di pasta sopra     
il primo stampo,
poi con l'altra parte dello stampo esercitate una discreta
pressione, in modo tale da stampare i corzetti su entrambi i lati.
 
 
 
Quando avrete finito di "stampare" tutti i corzetti, fateli riposare su un telo di cotone o  per 2 ore, girandoli di tanto in tanto. A questo punto potete procedere con la cottura, cuocete i corzetti in abbondante acqua salata, e mescolate spesso con un cucchiaio di legno per impedire che si attacchino tra di loro, poi lasciate cuocere per circa 12/15 minuti, infine scolateli delicatamente con una schiumarola
 
 e conditeli a strati direttamente nel piatto.

Questa ricetta è stata realizzta utilizzando:
 - Olio EVO Dante.
http://www.oleificimataluni.com/oliodante/prodotti.php

sabato 13 agosto 2011

La Cucina Ligure

ZUCCHINE A FUNGHETTO

Ingredienti :
1 kg. di zucchine,
2 spicchi d’aglio,
Prezzemolo,
Olio Dante extravergine d’oliva,
Sale.

Procedimento:
Lavate le zucchine e tagliatene le estremità,  tagliate le zucchine a rondelle di medio spessore,
poi preparate in un tegame un generoso fondo d’olio e mettetevi l’aglio in spicchi,
fatelo soffriggere per 1 minuto ed aggiungete in seguito gli zucchini tagliati.
Fate cuocere per 20 minuti ed unitevi il prezzemolo ed il sale,
coprite con il coperchio e fate proseguire la cottura senza aggiungere acqua.
Servite preferibilmente tiepido.

Questa ricetta è stata realizzata utilizando: 
- Olio EVO Dante e Olio di Mais Dante.http://www.oleificimataluni.com/oliodante/prodotti.php
- il saltapasta-wok di F.lli Guzzini della Linea Latina.
Inoltre ricordate che potete acquistare tutti i meravigliosi e praticissimi articoli di F.lli Guzzini, collegandovi al loro sito: http://eshop.fratelliguzzini.com/en_NL/home.jsp

sabato 14 maggio 2011

La Cucina Ligure

MEMORIE E TRADIZIONI DI LIGURIA...
 ...LA STORIA DEI CROXETTI E CORZETTI...
...La ricetta dei Croxetti affonda le sue radici nel Medioevo,
quando le grandi casate feudali dovevano costantemente consolidare il
proprio diritto al territorio. Oltre a stendardi, arazzi e scudi,
i cuochi del periodo idearono un tipo di pasta, un sottile velo
di delicata sfoglia che, compressa fra due stampini di legno
riportanti lo stemma del casato, ricordasse ai commensali l'importanza
del loro signore. Spesso veniva riportata l' immagine
stilizzata di una croce, una crocetta e da qui il nome
"Croxetto". Ai giorni nostri questa pasta è stata riscoperta
dai cultori della cucina tipica ligure per la sua capacita' di
combinarsi ai condimenti ed alle salse fredde tipiche di questa
regione (salsa di noci, salsa di pinoli, pesto, sugo di pesce.)
L'origine dei Corzetti stampati risale invece all'epoca rinascimentale,
in cui ogni famiglia aveva il proprio disegno, che poteva variare
a seconda delle occasioni quando non finiva per
diventare un vero e proprio "stemma culinario".
Il legno dello stampo doveva essere preferibilmente
di pero, melo, faggio o acero ma non doveva contenere
tannino per non rischiare di inquinare il gusto della pasta
fresca. Nel Levante ligure, con la parola corzetto si intende sia
lo stampo in legno che la pasta vera e propria.
Gli stampi dei corzetti sono composti da due parti distinte:
una che ha la forma di un vero e proprio timbro e l’altra
di un cilindro con una parte incisa ed una concava per tagliare
la pasta. Le incisioni sono di solito differenti sulle due parti.
Tra gli artigiani depositari dell’arte antica di creare gli stampi
per questa pasta è da citare Franco Casoni, mastro intagliatore
con studio nel centro antico di Chiavari. Per realizzare questi utensili,
Casoni incide nel legno, precedentemente tagliato e tornito, forme diverse e
bizzarri arabeschi che contribuiranno, una volta cotta la pasta, a trattenere il sugo.
 I suoi attrezzi sono “sgorbie” e “tasselli” con i quali letteralmente disegna sul
legno, preferibilmente di pero, melo, faggio o acero, per evitare che il tannino
- presente in altri legnami - trasmetta alla pasta un gusto sgradevole.
...ED ORA LA RICETTA DEI CORZETTI GENOVESI :
Ingredienti per la pasta:
400 gr di farina Molino Chiavazza Tipo "00" di Grano Tenero
2 uova ( solo i tuorli )
50 ml di acqua
1 cucchiaino di sale
e per il condimento...
...200 gr di pesto alla genovese!
Ingredienti per il pesto:
160 gr. di foglie di basilico
100 cc. di olio extra-vergine
50 gr. di parmigiano grattuggiato
1 spicchio d'aglio
25/30 gr.di pinoli. 

INIZIAMO CON LA PREPARAZIONE DEL PESTO ALLA GENOVESE...Staccate le foglie dai mazzi di basilico e mettetelre a bagno in acqua fredda,
lasciandole lì per dieci minuti. Poi mondate le foglie di basilico e asciugatele accuratamente.
Mettete le foglie nel frullatore, con i pinoli e l'aglio.
 Quando tutte le foglie saranno tritate grossolanamente, aggiungete un cucchiaio
di formaggio. A frullatore in funzione, aggiungete l'olio a filo.
Dopo avere incorporato un po' d'olio, aggiungete il restante formaggio e ripetete
questa operazione fino ad esaurire gli ingredienti.
Durante questa operazione, il composto dovrebbe aumentare di volume,
"montando" leggermente a causa dell'olio che viene emulsionato.
Togliete il bicchiere dal frullatore e fatelo riposare in frigo per una mezz'oretta.
Se il pesto risultasse troppo denso potete allungarlo gradualmente con uno o due cucchiai di acqua di cottura.
...E CONTINUIAMO CON LA PREPARAZIONE DEI CORZETTI GENOVESI :
Preparazione della Pasta...Per la questa ricetta la sfoglia va impastata per un bel pò, per cui procedete con la classica fontana di farina, dove all' interno verserete: i due tuorli d'uovo, l'acqua, e sale e impastare il tutto per 20 minuti circa, poi lasciare riposare la pasta per altre 3 ore.
       
       
A piacimento per stendere la pasta potete utilizzare il mattarello o la sfogliatrice, fino a che non avrete ottenuto una sfoglia sottilissima, ma ricordate che se vorrete ottenere un risultato un pò più "rustico" potete lasciare la sfoglia leggermente più spessa.
        
       
Utilizzate la parte convessa dello stampo per "coppare" la pasta fresca
ed ottenere così tanti piccoli dischetti. 
       
       
Ora potrete procedere a stampare i corzetti: infarinate leggermente i due lati di ogni dischetto e ponete quest' ultimo sopra il primo stampo, poi con l'altra parte dello stampo esercitate una discreta pressione, in modo tale da stampare i corzetti su entrambi i lati.
       
Quando avrete finito di "stampare" tutti i corzetti, fateli riposare su un telo di cotone o  per 2 ore, girandoli di tanto in tanto. A questo punto potete procedere con la cottura, cuocete i corzetti in abbondante acqua salata, e mescolate spesso con un cucchiaio di legno per impedire che si attacchino tra di loro. Allungare il pesto con una cucchiaiata di acqua di cottura.
Fare cuocere per circa 10/ 12 minuti, e scolateli con una schiumarola
       
e conditeli a strati direttamente nel piatto.
Per questa ricetta ho utilizzato la Farina di Molino Chiavazza:
Tipo "00" di Grano Tenero 
Inoltre con questa ricetta ho vinto il secondo contest di Molino Chiavazza:

La Cucina Ligure

MEMORIE E TRADIZIONI DI LIGURIA...
 ...LA STORIA DELLE PICAGGE LIGURI.
...ED ORA LA RICETTA DELLE PICAGGE LIGURI CON BURRO E SALVIA:


Si discute da anni sul luogo di origine della pasta in Italia,
ma sembra proprio che la nostra regione sia in pole
position per aggiudicarsi l’ambito merito. Già in antichi
manoscritti risalenti al XIV secolo si parla della Tria genovese
pe’nfermi che altro non sarebbe che un particolare
tipo di pasta secca che veniva mangiata cotta nel latte di
mandorle e un pizzico di sale.
Il nome, come tanti altri in uso nella nostra città, potrebbe
essere di derivazione araba. Roberto S. Lopez, studioso
di origine genovese, in un suo pezzo pubblicato nel
1983, e dal titolo “Genova scodellò la prima pasta”, si
espresse in questi termini “ La pasta che una leggenda diffusissima
e dura a morire farebbe venire dalla Cina importata nel 1295... è comparsa su
mense italiane almeno un secolo prima, ma è comunque di origine medievale”.
D’altra parte la prima testimonianza scritta arriva proprio da Genova dove, in un contratto
risalente al 1244 si parladi pasta liscia, ossia secca.
Per quanto riguarda la corporazione dei pastai, il più antico statuto risale al 28 maggio
1574 ed è genovese; verrà approvato in favore della corporazione
dei pastillatori altrimenti detti fidelari.
Altro documento notarile datato 1279, sempre genovese,
parla di una bariscella plena de macaronis, che tale
Ponzio Bastone lasciò come sua eredità. 
http://www.ilsecoloxix.it/oggetti/901.pdf


...ED ORA LA RICETTA DELLE PICAGGE GENOVESI :
Ingredienti per la pasta:
400 gr di farina Molino Chiavazza Tipo "00" di Grano Tenero
2 uova ( solo i tuorli )
50 ml di acqua
1 cucchiaino di sale
Ingredienti per il condimento:
10 foglie di salvia fresca
50 gr. di burro
INIZIAMO CON LA PREPARAZIONE DELLE PICAGGE:
Preparazione della Pasta...Per la questa ricetta la sfoglia va impastata per un bel pò, per cui procedete con la classica fontana di farina, dove all' interno verserete: i due tuorli d'uovo, l'acqua, e sale e impastare il tutto per 20 minuti circa, poi lasciare riposare la pasta per altre 3 ore.
Stendete la pasta fino ad ottenere una sfoglia con uno spessore omogeneo,
adagiate la pasta in vassoi per circa 40 minuti in un luogo asciutto e a temperatura ambiente;
       
arrotolate la pasta ripiegandola su se stessa e tagliate con un coltello affilato,
o con la macchina per la pasta, l'importante è che le picagge siano dello spessore di 1 cm circa,
       
procedete con questa operazione fino a che non avrete finito la pasta.
       
Ora "srotolate" le picagge e infarinatele leggermente, questo aiuterà a non farle attaccare
        
A questo punto potete procedere con la cottura, cuocete le picagge per 10/15 minuti in acqua salata,
e mescolate spesso con una forchetta di legno per impedire che si attacchino tra di loro.
Nel frattempo, in una padella salta pasta fate sciogliere il burro e le foglie di salvia
e fate rosolare il tutto per qualche minuto.
          
           scolate la pasta e versatela nella casseruola e mescolate bene a burro e salvia.

Per questa ricetta ho utilizzato la Farina di Molino Chiavazza:
Tipo "00" di Grano Tenero 
http://www.molinochiavazza.it/p_fc_1.html
Inoltre questa ricetta partecipa al secondo contest di Molino Chiavazza: